Anisakis nelle ostriche? IMPOSSIBILE!

Anisakis nelle ostriche? IMPOSSIBILE!

L’anisakis è un problema che ormai conoscono in tantissimi, ed è normale che moltissime persone siano informate solo superficialmente, parzialmente o in modo scorretto.

Questo ha comportato la diffusione di informazioni errate, molto spesso a scopo strumentale (per esempio, per scoraggiare il consumo di prodotti di origine animale). Un esempio? La diffusione del video in cui si vede un verme presente in un ostrica. Ebbene, questo verme non è l’anisakis, ma un verme marino, uno di quelli che vive abitualmente sulla conchiglia del mollusco, e che può accidentalmente finire dentro l’ostrica durante l’apertura, se questa non è stata pulita adeguatamente prima di essere aperta.

Ecco uno dei tanti video di disinformazione che girano sui social e su youtube:

Certo, può fare schifo pensare che dentro un’ostrica ci può essere un verme, e che mangiando l’ostrica stiamo mangiando anche il verme. Tra l’altro, per legge, la presenza del verme rende l’alimento inadatto al consumo umano, anche se innocuo. Ma questo è un problema che riguarda la legislazione alimentare da un lato, e che tocca la sensibilità di ognuno dall’atro. Ma non riguarda la salute del consumatore. Nelle ostriche, infatti, non può esserci l’anisakis, come in tutti i molluschi bivalve (cozze, vongole, tartufi di mare, ecc), semplicemente perché l’anisakis è un parassita intestinale ed ha quindi bisogno dell’intestino dei pesci per poter svolgere regolarmente il suo ciclo vitale. Non avendo i molluschi l’intestino, l’anisakis non può vivere al loro interno.

Le ostriche e gli altri molluschi bivalve sono quindi sicure da questo punto di vista. Né si potrebbe pensare di abbatterle comunque, “per sicurezza”: morirebbero, e le ostriche crude vanno mangiate quando ancora vive. Rimangono rischiose per altri motivi, per esempio per la contaminazione di batteri e virus, ma questo vale per la quasi totalità dei cibi consumati crudi: il rischio zero, per quanto riguarda questi cibi, non esiste mai e quindi il loro consumo è bene che non sia frequente, in modo tale da abbassare il rischio per una semplice questione statistica.

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